14 dicembre 2010 — pagina 14 sezione: Udine
DAI PAESI PORPETTO. In vista delle elezioni amministrative di primavera, la lista civica “Uniti per rinnovare” sta intensificando gli incontri «con l’obiettivo di allargare la partecipazione ai cittadini interessati a dare il proprio contributo per condividere un programma elettorale che sia il più rispondente possibile alle esigenze della comunità». A sottolinearlo sono i coordinatori della lista, Margherita Zanchin e Walter Bragagnini. «Significativo rilievo - affermano gli ex consiglieri - è stato dato alla tematica dei rimborsi dei canoni di depurazione, da noi sempre seguita, come dimostrato nell’anno di opposizione dove per ben due volte abbiamo proposto delle mozioni volte a sospendere e sgravare cartelle relative a canoni di cittadini che dovevano essere rimborsati, ma sempre respinte dall’ex maggioranza. Anche ora, dopo aver seguito la questione del rimborso delle spese di iscrizione ipotecaria relative a un cittadino, ci siamo confrontati con il commissario, dottor Petris, che ci ha confermato che è stato predisposto l’elenco dei cittadini con diritto al rimborso e che nel bilancio di previsione per il 2011 verrà messa a fondo la quota per i rimborsi».
Zanchin e Bragagnini concludono ribadendo che «la nostra lista ha avviato un dialogo con la lista “Insieme per Porpetto” di Sigifredo Gheller e Lenisa Pez, con la quale abbiamo condiviso un anno di opposizione, contraddistinto dal voto comune in diverse mozioni proposte in tema di lavori pubblici, viabilità, canoni di depurazione e blocco dell’aumento dell’addizionale all’Irpef». (f.a.)
martedì 14 dicembre 2010
lunedì 11 ottobre 2010
venerdì 8 ottobre 2010
Canone di depurazione, cancellata un’ipoteca per mancato pagamento
08 ottobre 2010 — pagina 15 sezione: Udine
PORPETTO. Soddisfazione del gruppo civico “Uniti per rinnovare” per l’esito della vicenda riguardante un cittadino di Porpetto che, grazie al lavoro del gruppo, ha ricevuto il rimborso delle spese ipotecarie derivanti da un debito da canoni di depurazione.
«Al contribuente- ricorda Margherita Zanchin, portavoce del gruppo -, a fine novembre 2009 era stata comunicata da Equitalia, l’iscrizione di ipoteca sull’abitazione per tre cartelle di pagamento non saldate e relative al canone di depurazione per gli anni 2000. Il nostro gruppo, dopo aver parlato invano con l’ex sindaco, titolare del credito e con potere di sospendere la riscossione, ha proposto in consiglio comunale una mozione per sospendere e sgravare le cartelle, trattandosi di un debito che comunque dovrà essere rimborsato. La richiesta però non è stata accolta e così il cittadino a febbraio ha dovuto versare non solo il debito da depurazione ma anche le spese ipotecarie pari a quasi 500 euro. Successivamente – continua – ho deciso di proporre un’istanza a Equitalia chiedendo il rimborso delle spese di iscrizione e cancellazione dell’ipoteca poiché un articolo del dpr 602/1973, interpretato da una recente sentenza della Cassazione, prevede il divieto di iscrivere ipoteca quando il valore del credito da riscuotere è inferiore agli 8.000 euro. L’istanza è stata accolta e il cittadino è stato rimborsato. (f.a.)
PORPETTO. Soddisfazione del gruppo civico “Uniti per rinnovare” per l’esito della vicenda riguardante un cittadino di Porpetto che, grazie al lavoro del gruppo, ha ricevuto il rimborso delle spese ipotecarie derivanti da un debito da canoni di depurazione.
«Al contribuente- ricorda Margherita Zanchin, portavoce del gruppo -, a fine novembre 2009 era stata comunicata da Equitalia, l’iscrizione di ipoteca sull’abitazione per tre cartelle di pagamento non saldate e relative al canone di depurazione per gli anni 2000. Il nostro gruppo, dopo aver parlato invano con l’ex sindaco, titolare del credito e con potere di sospendere la riscossione, ha proposto in consiglio comunale una mozione per sospendere e sgravare le cartelle, trattandosi di un debito che comunque dovrà essere rimborsato. La richiesta però non è stata accolta e così il cittadino a febbraio ha dovuto versare non solo il debito da depurazione ma anche le spese ipotecarie pari a quasi 500 euro. Successivamente – continua – ho deciso di proporre un’istanza a Equitalia chiedendo il rimborso delle spese di iscrizione e cancellazione dell’ipoteca poiché un articolo del dpr 602/1973, interpretato da una recente sentenza della Cassazione, prevede il divieto di iscrivere ipoteca quando il valore del credito da riscuotere è inferiore agli 8.000 euro. L’istanza è stata accolta e il cittadino è stato rimborsato. (f.a.)
venerdì 10 settembre 2010
venerdì 20 agosto 2010
Viabilità: Zanchin contro Dri
20 agosto 2010 — pagina 09 sezione: Udine
Porpetto PORPETTO. La viabilità sarà il tema “scottante” sul quale verterà la tornata elettorale della prossima primavera di Porpetto. Ad intervenire oggi è la portavoce della lista civica “Uniti per Rinnovare”, Margherita Zanchin, che dice: «E’ stato sottoscritto in questi giorni il protocollo d’intesa tra la Regione, i comuni di San Giorgio e Torviscosa e il presidente dell’Aussa Corno per il progetto di nuovo collegamento viario e ferroviario con la Ziac. Il fatto straordinario è che diventerà esecutivo nei prossimi mesi! Il progetto è parte di un tracciato articolato e definitivo che ha tutte le prerogative per risolvere in maniera efficace e definitiva anche il traffico in uscita dal casello di Porpetto: se l’ex sindaco avesse aderito alla parte che interessava il nostro Comune! Ma a causa di oltre un anno di opposizione - attacca la Zanchin -, portata avanti dall’ex sindaco Dri verso questo tracciato, dei logoramenti all’interno della sua maggioranza e della mancanza di prospettiva per uno sviluppo razionale e avveduto del nostro comune, Porpetto sta a guardare rinunciando a risolvere definitivamente l’annoso problema del traffico pesante a Villalta, mentre i progetti di altri comuni diventano esecutivi e partono! Ora i fatti dimostrano che le proposte erano reali e non campate in aria, come voleva far credere l’ex sindaco. E così ora in tema di viabilità potevamo essere parte attiva di un tracciato che con la volontà dei soggetti ha infatti dimostrato di poter diventare esecutivo in pochi mesi, del quale l’assessore regionale Riccardi non ha mai smentito l’efficacia e la volontà che fosse condiviso tra i comuni interessati, in primis Porpetto. Ora, invece, ci ritroviamo a partire da zero in tema di viabilità, infatti, la bretellina, sostenuta ad oltranza dall’ex sindaco, allo stato attuale, è un solo un segno sulla carta, tutto da verificare tecnicamente. Che fare per rimediare a tutto questo? Se l’ex maggioranza – conclude l’ex consigliere- non è stata in grado di garantire la doverosa e corretta informazione ai suoi cittadini e soprattutto ha dimostrato di non saper prendere le decisioni importanti e concrete nel momento giusto e con partner adeguati non è pensabile riproporla alla giuda di questo Comune». (f.a.)
Porpetto PORPETTO. La viabilità sarà il tema “scottante” sul quale verterà la tornata elettorale della prossima primavera di Porpetto. Ad intervenire oggi è la portavoce della lista civica “Uniti per Rinnovare”, Margherita Zanchin, che dice: «E’ stato sottoscritto in questi giorni il protocollo d’intesa tra la Regione, i comuni di San Giorgio e Torviscosa e il presidente dell’Aussa Corno per il progetto di nuovo collegamento viario e ferroviario con la Ziac. Il fatto straordinario è che diventerà esecutivo nei prossimi mesi! Il progetto è parte di un tracciato articolato e definitivo che ha tutte le prerogative per risolvere in maniera efficace e definitiva anche il traffico in uscita dal casello di Porpetto: se l’ex sindaco avesse aderito alla parte che interessava il nostro Comune! Ma a causa di oltre un anno di opposizione - attacca la Zanchin -, portata avanti dall’ex sindaco Dri verso questo tracciato, dei logoramenti all’interno della sua maggioranza e della mancanza di prospettiva per uno sviluppo razionale e avveduto del nostro comune, Porpetto sta a guardare rinunciando a risolvere definitivamente l’annoso problema del traffico pesante a Villalta, mentre i progetti di altri comuni diventano esecutivi e partono! Ora i fatti dimostrano che le proposte erano reali e non campate in aria, come voleva far credere l’ex sindaco. E così ora in tema di viabilità potevamo essere parte attiva di un tracciato che con la volontà dei soggetti ha infatti dimostrato di poter diventare esecutivo in pochi mesi, del quale l’assessore regionale Riccardi non ha mai smentito l’efficacia e la volontà che fosse condiviso tra i comuni interessati, in primis Porpetto. Ora, invece, ci ritroviamo a partire da zero in tema di viabilità, infatti, la bretellina, sostenuta ad oltranza dall’ex sindaco, allo stato attuale, è un solo un segno sulla carta, tutto da verificare tecnicamente. Che fare per rimediare a tutto questo? Se l’ex maggioranza – conclude l’ex consigliere- non è stata in grado di garantire la doverosa e corretta informazione ai suoi cittadini e soprattutto ha dimostrato di non saper prendere le decisioni importanti e concrete nel momento giusto e con partner adeguati non è pensabile riproporla alla giuda di questo Comune». (f.a.)
lunedì 19 luglio 2010
sabato 17 luglio 2010
Porpetto, la variante fa saltare il Comune 7 consiglieri si dimettono, si torna al voto
Messaggero Veneto — 17 luglio 2010 pagina 10 sezione: UDINE
Da ieri il comune di Porpetto non ha più una maggioranza. Con le dimissioni di sette consiglieri comunali, (cinque di minoranza e due di maggioranza), decade dunque, ad un anno di distanza, la maggioranza retta da Pietro Dri, una crisi da tempo annunciata che provocata dalla diversità di vedute sulla viabilità alternativa alla Sp80, sulla famosa “bretella”, fortemente sostenuta da Dri e sulla proposta regionale voluta dai due ex assessori e dalle minoranze. Per Porpetto, si profilerà ora il commissariamento del Comune in attesa del voto anticipato del prossimo anno. Ieri i consiglieri di opposizione Zanchin, Bragagnini, e Favalessa del gruppo “Uniti per rinnovare”, Gheller e Pez del gruppo “Insieme per Porpetto”, unitamente ai due ex assessori Di Pascoli e Dri hanno, rassegnato le dimissioni, ritenendo di porre fine al mandato amministrativo del sindaco Pietro Dri. «Questo in seguito alla grave crisi verificatasi in particolare sulla tematica della viabilità, amareggiati dal comportamento antidemocratico tenuto dal sindaco nel suo anno d’insediamento attraverso vari comportamenti, sia verso i suoi due ex assessori poi revocati, che verso i due gruppi consiliari. Mai - affermano - il sindaco si è adoperato per garantire alla popolazione di Porpetto la necessaria conoscenza della soluzione progettuale regionale, mediante un confronto democratico con i soggetti istituzionali interessati e i cittadini di Porpetto, come gli avevamo più volte richiesto, anzi ha ostacolato fin dal sorgere la proposta regionale arrivando a negare l’esistenza perfino dei 40 milioni di euro stanziati. Inoltre ha ostacolato la necessaria discussione in consiglio comunale, convocando con oltre un mese e mezzo di ritardo un consiglio comunale richiesto dalle due minoranze: abbiamo perfino dovuto abbandonare la seduta del consiglio comunale di approvazione del consuntivo per fare in modo che si decidesse a convocarlo». Nel documento, i sette dimissionari ricordano inoltre che «nel consiglio del 10 maggio sette consiglieri hanno approvato la mozione inerente l’avvio del progetto di viabilità regionale, cassando così la bretella proposta dal sindaco Dri. Il sindaco da subito ha ostacolato in tutti i modi la volontà democratica espressa dal consiglio, rimanendo inerte alle richieste fatte di convocazione di un tavolo di lavoro con i soggetti istituzionale coinvolti. Fino alla fine abbiamo dato al sindaco la possibilità, nonostante fosse in minoranza, di ottemperare al volere del consiglio comunale, tentando fino all’ultimo di giungere a una risoluzione utile per il comune, ma egli, per oltre due mesi dalla delibera consiliare, ha perseverato nella sua posizione contraria a quella espressa a maggioranza dal consiglio comune, aggravando ulteriormente il clima politico». «Per il sindaco – concludono gli ex consiglieri- l’unica mediazione possibile era quella di aderire alle sue idee, rispetto alle quali non sono stati concessi margini di transazione». Francesca Artico
Da ieri il comune di Porpetto non ha più una maggioranza. Con le dimissioni di sette consiglieri comunali, (cinque di minoranza e due di maggioranza), decade dunque, ad un anno di distanza, la maggioranza retta da Pietro Dri, una crisi da tempo annunciata che provocata dalla diversità di vedute sulla viabilità alternativa alla Sp80, sulla famosa “bretella”, fortemente sostenuta da Dri e sulla proposta regionale voluta dai due ex assessori e dalle minoranze. Per Porpetto, si profilerà ora il commissariamento del Comune in attesa del voto anticipato del prossimo anno. Ieri i consiglieri di opposizione Zanchin, Bragagnini, e Favalessa del gruppo “Uniti per rinnovare”, Gheller e Pez del gruppo “Insieme per Porpetto”, unitamente ai due ex assessori Di Pascoli e Dri hanno, rassegnato le dimissioni, ritenendo di porre fine al mandato amministrativo del sindaco Pietro Dri. «Questo in seguito alla grave crisi verificatasi in particolare sulla tematica della viabilità, amareggiati dal comportamento antidemocratico tenuto dal sindaco nel suo anno d’insediamento attraverso vari comportamenti, sia verso i suoi due ex assessori poi revocati, che verso i due gruppi consiliari. Mai - affermano - il sindaco si è adoperato per garantire alla popolazione di Porpetto la necessaria conoscenza della soluzione progettuale regionale, mediante un confronto democratico con i soggetti istituzionali interessati e i cittadini di Porpetto, come gli avevamo più volte richiesto, anzi ha ostacolato fin dal sorgere la proposta regionale arrivando a negare l’esistenza perfino dei 40 milioni di euro stanziati. Inoltre ha ostacolato la necessaria discussione in consiglio comunale, convocando con oltre un mese e mezzo di ritardo un consiglio comunale richiesto dalle due minoranze: abbiamo perfino dovuto abbandonare la seduta del consiglio comunale di approvazione del consuntivo per fare in modo che si decidesse a convocarlo». Nel documento, i sette dimissionari ricordano inoltre che «nel consiglio del 10 maggio sette consiglieri hanno approvato la mozione inerente l’avvio del progetto di viabilità regionale, cassando così la bretella proposta dal sindaco Dri. Il sindaco da subito ha ostacolato in tutti i modi la volontà democratica espressa dal consiglio, rimanendo inerte alle richieste fatte di convocazione di un tavolo di lavoro con i soggetti istituzionale coinvolti. Fino alla fine abbiamo dato al sindaco la possibilità, nonostante fosse in minoranza, di ottemperare al volere del consiglio comunale, tentando fino all’ultimo di giungere a una risoluzione utile per il comune, ma egli, per oltre due mesi dalla delibera consiliare, ha perseverato nella sua posizione contraria a quella espressa a maggioranza dal consiglio comune, aggravando ulteriormente il clima politico». «Per il sindaco – concludono gli ex consiglieri- l’unica mediazione possibile era quella di aderire alle sue idee, rispetto alle quali non sono stati concessi margini di transazione». Francesca Artico
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