Messaggero Veneto — 29 aprile 2010 pagina 14 sezione: UDINE
PORPETTO. Polemiche accese in aula, ieri pomeriggio, a Porpetto dove la minoranza e due assessori di maggioranza, Costante Di Pascoli e Andrea Dri, hanno abbandonato la seduta dopo aver lanciato pesanti accuse al sindaco di «mancanza di democrazia» per non aver voluto inserire all’ordine del giorno del consiglio comunale la discussione sulla viabilità, richiesta della minoranza. Il sindaco, dopo aver sospeso la seduta e aver tentato di convincere a continuare, vista l’impossibilità di farlo ha affermato che «chi ha abbandonato l’aula si farà carico della mancata approvazione del bilancio consuntivo e quindi delle mancate erogazioni di contributi alle associazioni, ma soprattutto di aver pregiudicato la fusione del Consorzio depurazione con il Cafc e potrebbe anche essere accusato di danno erariale. Il consiglio comunale è stato convocato nuovamente per domani alle 8. «Poca democrazia» hanno commentato i consiglieri di “Uniti per rinnovare” Margherita Zanchin, Walter Bragagnini e Andrea Favalessa, e di “Insieme Per Porpetto”, Sigifredo Gheller e Lenisa Pez, che già a marzo si erano visti respingere dal sindaco due mozioni nelle quali si chiedeva di indire un consiglio comunale straordinario per discutere e approvare il piano di fattibilità inerente il progetto presentato dal sindaco o il piano di fattibilità presentato dagli assessori alle Politiche sociali e all’Urbanistica. Il sindaco, a loro dire, allora si era aggrappato a delle formalità per non dare spiegazioni ai cittadini «sul contrasto palese all’interno della giunta», in quanto i due assessori, Costante di Pascoli e Andrea Dri, che erano e sono decisamente contrari alla realizzazione dell’ormai famosa bretella, hanno presentato un proprio progetto di fattibilità sulla viabilità della Sp80. Ricordiamo che l’assessore all’urbanistica Di Pascoli ha sempre dichiarando di essere favorevole al progetto elaborato dal Consorzio Aussa Corno su incarico della Regione, inerente un tracciato che partendo dall’attuale casello di Porpetto, continua parallelamente all’autostrada, per poi proseguire con un percorso che passa ad ovest e sud di San Giorgio di Nogaro fino a collegarsi con la Ziac e Torviscosa. Il nuovo progetto di bretella è già in fase di redazione da parte degli uffici tecnici della Provincia di Udine.
giovedì 29 aprile 2010
mercoledì 14 aprile 2010
domenica 11 aprile 2010
Bretella di Porpetto, l'opposizione chiede un vertice con Regione e Ziac
Messaggero Veneto — 11 aprile 2010 pagina 14 sezione: UDINE
PORPETTO. «Siamo davvvero amareggiati dal fatto che il sindaco davanti a un tema fondamentale per la nostra comunità, sia stato antidemocratico: invece di avviare una discussione seria e costruttiva con l’opposizione e con gli assessori di maggioranza contrari alla sua linea, ha solamente pensato a informare gli abitanti di Villalta che noi e metà giunta stiamo bloccando la sua variante locale». Il gruppo di minoranza “Uniti per rinnovare“ dei consiglieri Zanchin, Bragagnini e Favalessa, interviene sulla questione viabilità sostenendo che «i cittadini di Porpetto devono sapere come è stata condotta negli ultimi mesi la discussione sulla viabilità dall’amministrazione comunale. È giusto – affermano – che sappiano che da più di due mesi abbiamo chiesto al sindaco di convocare l’assessore regionale Riccardi, il presidente della Ziac Strisino, e tutti gli attori coinvolti dalla proposta regionale per intraprendere una discussione costruttiva che valutasse tutti gli aspetti legati alla risoluzione della viabilità». «Il sindaco - prosegue il gruppo d’opposizione - ci ha sempre negato tale incontro. Proprio nel rispetto degli abitanti di Villalta, che da fine anni Novanta, sentono parlare di tante promesse senza aver mai visto ancora nulla il sindaco avrebbe dovuto dar vita a un incontro più democratico per giungere a una discussione paritaria sulle proteste».
PORPETTO. «Siamo davvvero amareggiati dal fatto che il sindaco davanti a un tema fondamentale per la nostra comunità, sia stato antidemocratico: invece di avviare una discussione seria e costruttiva con l’opposizione e con gli assessori di maggioranza contrari alla sua linea, ha solamente pensato a informare gli abitanti di Villalta che noi e metà giunta stiamo bloccando la sua variante locale». Il gruppo di minoranza “Uniti per rinnovare“ dei consiglieri Zanchin, Bragagnini e Favalessa, interviene sulla questione viabilità sostenendo che «i cittadini di Porpetto devono sapere come è stata condotta negli ultimi mesi la discussione sulla viabilità dall’amministrazione comunale. È giusto – affermano – che sappiano che da più di due mesi abbiamo chiesto al sindaco di convocare l’assessore regionale Riccardi, il presidente della Ziac Strisino, e tutti gli attori coinvolti dalla proposta regionale per intraprendere una discussione costruttiva che valutasse tutti gli aspetti legati alla risoluzione della viabilità». «Il sindaco - prosegue il gruppo d’opposizione - ci ha sempre negato tale incontro. Proprio nel rispetto degli abitanti di Villalta, che da fine anni Novanta, sentono parlare di tante promesse senza aver mai visto ancora nulla il sindaco avrebbe dovuto dar vita a un incontro più democratico per giungere a una discussione paritaria sulle proteste».
mercoledì 17 marzo 2010
Il Comune restituisce il canone di depurazione
Messaggero Veneto — 17 marzo 2010 pagina 11 sezione: UDINE
PORPETTO. «Dopo l’approvazione del bilancio, che toglie ossigeno alle associazioni del territorio, ma garantisce 4.000 euro per quelle extra comunali, come consiglieri, apprendiamo che un’altra nostra indicazione, dopo quella del blocco dell’aumento dell’aliquota dell’addizionale Irpef, è stata accolta: una parte dell’avanzo di bilancio sarà destinata alla restituzione del canone di depurazione». A dirlo sono i consiglieri, della lista civica “Uniti per rinnovare”, Zanchin, Bragagnini e Favalessa, la cui soddisfazione per il risultaro raggiunto è però velata da «un’altra esigenza che è maturata e che prosciugherà definitivamente l’avanzo di bilancio: sono i lavori incompleti ed ancora senza fine di realizzazione della pista ciclabile di via Corridoni». Infatti - affermano -, è di questi giorni la notizia che la ditta appaltatrice ha chiesto, oltre il costo già pattuito, il pagamento di 80.000 euro per i lavori extra e per i continui stop ai lavori in cantiere che la direzione lavori, il progettista e l’amministrazione hanno autorizzato senza la dovuta copertura finanziaria. Tecnicamente questo si chiama debito fuori bilancio che dovrà essere pagato, come prevede la legge, proprio con l’avanzo. «Reputiamo preoccupante la situazione, infatti, gli interventi di estinzione anticipata dei mutui per 121.000 euro, l’uscita extra di 80.000 per i lavori extra di via Corridoni, oltre ad altri 33.000 euro, maturati in corso d’opera, per il completamento, faranno sfumare l’avanzo di bilancio, creando dei “buchi” nella gestione. Infatti - rimarcano -, sarà davvero difficile sostenere la spesa per opere pubbliche necessaria per il miglioramento e il mantenimento del nostro paese: auspichiamo che gli interventi necessari e reclamati ripetutamente dall’abitato di Castello non vengano compromessi da queste uscite extra che non dovevano esserci, se l’opera di via Corridoni fosse stata gestita diversamente dal sindaco».
PORPETTO. «Dopo l’approvazione del bilancio, che toglie ossigeno alle associazioni del territorio, ma garantisce 4.000 euro per quelle extra comunali, come consiglieri, apprendiamo che un’altra nostra indicazione, dopo quella del blocco dell’aumento dell’aliquota dell’addizionale Irpef, è stata accolta: una parte dell’avanzo di bilancio sarà destinata alla restituzione del canone di depurazione». A dirlo sono i consiglieri, della lista civica “Uniti per rinnovare”, Zanchin, Bragagnini e Favalessa, la cui soddisfazione per il risultaro raggiunto è però velata da «un’altra esigenza che è maturata e che prosciugherà definitivamente l’avanzo di bilancio: sono i lavori incompleti ed ancora senza fine di realizzazione della pista ciclabile di via Corridoni». Infatti - affermano -, è di questi giorni la notizia che la ditta appaltatrice ha chiesto, oltre il costo già pattuito, il pagamento di 80.000 euro per i lavori extra e per i continui stop ai lavori in cantiere che la direzione lavori, il progettista e l’amministrazione hanno autorizzato senza la dovuta copertura finanziaria. Tecnicamente questo si chiama debito fuori bilancio che dovrà essere pagato, come prevede la legge, proprio con l’avanzo. «Reputiamo preoccupante la situazione, infatti, gli interventi di estinzione anticipata dei mutui per 121.000 euro, l’uscita extra di 80.000 per i lavori extra di via Corridoni, oltre ad altri 33.000 euro, maturati in corso d’opera, per il completamento, faranno sfumare l’avanzo di bilancio, creando dei “buchi” nella gestione. Infatti - rimarcano -, sarà davvero difficile sostenere la spesa per opere pubbliche necessaria per il miglioramento e il mantenimento del nostro paese: auspichiamo che gli interventi necessari e reclamati ripetutamente dall’abitato di Castello non vengano compromessi da queste uscite extra che non dovevano esserci, se l’opera di via Corridoni fosse stata gestita diversamente dal sindaco».
giovedì 4 marzo 2010
Bilancio comunale 2010 le nostre perplessità
BILANCIO 2010: DIMINUISCONO I CONTRIBUTI, SALGONO I COSTI DEI SERVIZI E NIENTE FONDI PER I RIMBORSI – BLOCCATA LA VENDITA DELLE EX SCUOLE DI CASTELLO E CORGNOLO
Essere sepolti nel cimitero di Porpetto costerà 9 volte di più. Questa è la novità, collegata all’approvazione del bilancio 2010, più eclatante che i consiglieri Zanchin, Bragagnini, Favalessa della lista civica “Uniti per rinnovare” mettono in evidenza.
Pur prendendo atto che l’aliquota dell’addizionale Irpef non è stata incrementata, come richiesto in una loro precedente mozione, i consiglieri fanno osservare che questo bilancio è impostato unicamente a soddisfare necessità di tipo finanziario perché si è privilegiato il rimborso anticipato di alcuni mutui per 121.000,00 euro e tagliare spese un po’ dappertutto.
Vediamo in questo bilancio – proseguono i consiglieri - segnali preoccupanti per l’associazionismo: nel settore sportivo e ricreativo sono stati destinati solo 2.000,00 euro, contro i 15.000,00 dello scorso anno, nel settore culturale le risorse sono dimezzate (1.000,00 euro) e per la scuola materna il contributo è stato ridotto di 10.000,00 (meno 25% rispetto all’anno scorso).
Mentre la spesa destinata alla organizzazione di spettacoli prodotti da società non del paese beneficeranno di 4.000,00 euro.
Riteniamo che nel corso dell’anno le nostre associazioni comunque vedranno ben poco perché l’avanzo di bilancio oltre ad essere destinato in gran parte all’estinzione anticipata dei mutui, dovrà soddisfare almeno altre due esigenze: la prima, che questo bilancio ha completamente dimenticato, è l’incremento del fondo destinato al rimborso del canone di depurazione e la seconda è la spesa per opere pubbliche, non sostenuta da nuovi mutui, necessarie per il miglioramento e mantenimento del nostro paese.
Vista la sfavorevole congiuntura economica, la straordinaria scelta politica di questa amministrazione è quella di chiudere i rubinetti che finanziano le attività delle associazioni di Porpetto che con la loro opera e presenza sul territorio garantiscono servizi e momenti di crescita, formazione e svago per tutti, individui e famiglie.
In questa scelta i consiglieri di minoranza vedono un preoccupante segnale di volontà di disgregare il tessuto sociale perché proprio attraverso queste associazioni per tanti di noi è maturato il senso di appartenenza alla comunità ed è stata offerta una possibilità di realizzazione umana.
Nella movimentata seduta di ieri sera la minoranza consiliare ha bloccato sul nascere la proposta di inserire nel piano di vendita degli immobili le due scuole di Castello e Corgnolo. In entrambe le strutture hanno la propria sede operativa da anni rispettivamente il ENFAP, istituto di formazione professionale a livello nazionale, ed il CAMPP, il consorzio che accoglie ragazzi disabili. Anche in questo caso l’esigenza di fare cassa a tutti i costi sarebbe prevalso su ogni altra opzione avendo come conseguenza sia la perdita di patrimonio storico della comunità che un impoverimento dell’offerta formativa e di accoglienza del paese verso i ragazzi più bisognosi di attenzione.
Essere sepolti nel cimitero di Porpetto costerà 9 volte di più. Questa è la novità, collegata all’approvazione del bilancio 2010, più eclatante che i consiglieri Zanchin, Bragagnini, Favalessa della lista civica “Uniti per rinnovare” mettono in evidenza.
Pur prendendo atto che l’aliquota dell’addizionale Irpef non è stata incrementata, come richiesto in una loro precedente mozione, i consiglieri fanno osservare che questo bilancio è impostato unicamente a soddisfare necessità di tipo finanziario perché si è privilegiato il rimborso anticipato di alcuni mutui per 121.000,00 euro e tagliare spese un po’ dappertutto.
Vediamo in questo bilancio – proseguono i consiglieri - segnali preoccupanti per l’associazionismo: nel settore sportivo e ricreativo sono stati destinati solo 2.000,00 euro, contro i 15.000,00 dello scorso anno, nel settore culturale le risorse sono dimezzate (1.000,00 euro) e per la scuola materna il contributo è stato ridotto di 10.000,00 (meno 25% rispetto all’anno scorso).
Mentre la spesa destinata alla organizzazione di spettacoli prodotti da società non del paese beneficeranno di 4.000,00 euro.
Riteniamo che nel corso dell’anno le nostre associazioni comunque vedranno ben poco perché l’avanzo di bilancio oltre ad essere destinato in gran parte all’estinzione anticipata dei mutui, dovrà soddisfare almeno altre due esigenze: la prima, che questo bilancio ha completamente dimenticato, è l’incremento del fondo destinato al rimborso del canone di depurazione e la seconda è la spesa per opere pubbliche, non sostenuta da nuovi mutui, necessarie per il miglioramento e mantenimento del nostro paese.
Vista la sfavorevole congiuntura economica, la straordinaria scelta politica di questa amministrazione è quella di chiudere i rubinetti che finanziano le attività delle associazioni di Porpetto che con la loro opera e presenza sul territorio garantiscono servizi e momenti di crescita, formazione e svago per tutti, individui e famiglie.
In questa scelta i consiglieri di minoranza vedono un preoccupante segnale di volontà di disgregare il tessuto sociale perché proprio attraverso queste associazioni per tanti di noi è maturato il senso di appartenenza alla comunità ed è stata offerta una possibilità di realizzazione umana.
Nella movimentata seduta di ieri sera la minoranza consiliare ha bloccato sul nascere la proposta di inserire nel piano di vendita degli immobili le due scuole di Castello e Corgnolo. In entrambe le strutture hanno la propria sede operativa da anni rispettivamente il ENFAP, istituto di formazione professionale a livello nazionale, ed il CAMPP, il consorzio che accoglie ragazzi disabili. Anche in questo caso l’esigenza di fare cassa a tutti i costi sarebbe prevalso su ogni altra opzione avendo come conseguenza sia la perdita di patrimonio storico della comunità che un impoverimento dell’offerta formativa e di accoglienza del paese verso i ragazzi più bisognosi di attenzione.
Pubblicato il decreto per la restituzione del canone di depurazione. Ecco la procedura ... punto per punto!!!
COMMENTI AL DECRETO DEL MINISTERO DELL’AMBIENTE DEL 30/09/2009
PUBBLICATO SU G.U. N.31 SERIE GENERALE DEL 08/02/2010
Individuazione dei criteri e dei parametri per la restituzione agli utenti della quota di tariffa non dovuta riferita al servizio di depurazione
Le premesse
Oltre alla precisa citazione delle leggi in vigore in tema di risorse idriche ci sono alcuni riferimenti interessanti:
1. art. 14 legge n.36/1994 e art. 155 Dlgs n. 152/2006 i soggetti non allacciati a pubblica fognatura che depurano autonomamente non pagano la quota di tariffa riferita al servizio di fognatura e depurazione: cioè non pagano nulla
2. giurisprudenza della Corte dei Conti: documentata istanza da parte dell’utente per ottenere la restituzione delle somme
3. giurisprudenza delle Corte dei Conti: termine di prescrizione quinquennale (art. 2948 C.C.)
Art. 1 – ambito di applicazione
Art. 2 – definizioni
Art. 3 – programma per la costruzione e l’attivazione degli impianti di depurazione
Vale solo nei casi in cui manchino gli impianti o siano temporaneamente inattivi
Art. 4 – elementi informativi di riferimento
È la documentazione relativa al periodo in cui è stata corrisposta indebitamente la quota di tariffa e consiste in elenchi:
che devono essere messi a disposizione dal gestore o dal comune all’AATO
Art. 5 – oneri deducibili
Dall’importo da restituire vanno dedotti i costi effettivamente sostenuti per le attività di progettazione, realizzazione, completamento dell’impianto di depurazione a servizio di ciascun utente. Sono in realtà i punti 3.2 (ammortamenti e accantonamenti) e 3.3 (remunerazione del capitale investito) dell’allegato al D.M. 01/08/1996 Min. Ambiente. Questo vale per i gestori, per i comuni si usano le pertinenti delibere CIPE
Se la restituzione avvenisse prelevando dai fondi vincolati la deduzione sarebbe per l’intero costo!
Art. 6 - restituzione della quota di tariffa non dovuta
Ecco finalmente quali categorie di utenti vedranno il rimborso:
Art. 7 – procedura per le restituzioni
Sarà AATO ad attuare la procedura nel caso dei gestori. Ecco cosa farà:
(sembra che AATO riceve l’elenco di tutti gli utenti, faccia il calcolo degli importi più interessi, ma che il gestore restituisca solo a chi ha presentato la richiesta di rimborso)
AATO può disporre restituzione in forma rateale o a compensazione
Nel caso dei Comuni questi faranno tutto da soli: individuazione importo (è stato omesso apposta con interessi??) e se restituzione in forma rateale o a compensazione
Seguono delle direttive per i gestori, che possono utilizzare i fondi vincolati qualora non impiegati, e per AATO che può prevedere una revisione tariffaria straordinaria (aumento!!!) “esclusivamente” nei confronti degli utenti serviti dagli impianti di depurazione. Cioè chi è depurato paga anche la restituzione ai non depurati!!!!
Art. 8 – informazione agli utenti
I gestori / i comuni devono produrre annualmente il programma delle attività di realizzazione degli impianti di depurazione e gli elenchi degli utenti, suddivisi nelle 4 categorie indicate al punto 4
I gestori lo devono comunicare all’AATO in formato digitale (i comuni non devono inviare nulla!!!), mentre gli utenti si troveranno un prospetto allegato alla fattura/bolletta
Art. 9 – monitoraggio degli obblighi informativi
La Commissione nazionale per la vigilanza sulle risorse idriche verifica il rispetto degli adempimenti informativi dell’art. 8. Solo i gestori saranno sanzionati, i comuni no.
IN CONCLUSIONE E SINTESI
PUBBLICATO SU G.U. N.31 SERIE GENERALE DEL 08/02/2010
Individuazione dei criteri e dei parametri per la restituzione agli utenti della quota di tariffa non dovuta riferita al servizio di depurazione
Le premesse
Oltre alla precisa citazione delle leggi in vigore in tema di risorse idriche ci sono alcuni riferimenti interessanti:
1. art. 14 legge n.36/1994 e art. 155 Dlgs n. 152/2006 i soggetti non allacciati a pubblica fognatura che depurano autonomamente non pagano la quota di tariffa riferita al servizio di fognatura e depurazione: cioè non pagano nulla
2. giurisprudenza della Corte dei Conti: documentata istanza da parte dell’utente per ottenere la restituzione delle somme
3. giurisprudenza delle Corte dei Conti: termine di prescrizione quinquennale (art. 2948 C.C.)
Art. 1 – ambito di applicazione
- il decreto individua i criteri ed i parametri di restituzione agli utenti della quota di tariffa non dovuta riferita al servizio di depurazione
- utenti ai quali si restituisce: quando mancano gli impianti di depurazione o siano temporaneamente inattivi. ATTENZIONE: se nel periodo oggetto di rimborso nei Piani d’ambito o in atti formali di competenti organi dei Comuni è stata prevista la realizzazione di impianti di depurazione e sono state effettuate attività di progettazione, realizzazione o completamento degli impianti stessi, questi oneri vanno dedotti!!
- non si applica ai non allacciati a fognatura, che però provvedono autonomamente alla depurazione. ATTENZIONE: chi non è allacciato e non depura è sanzionabile secondo la legge (Dlgs n. 152/2006)!!!
- si applica agli allacciati a fognatura che depurano autonomamente: cioè devono essere rimborsati e non pagare più, ma bisogna essere in grado di dimostrare l’attività di depurazione!!!
Art. 2 – definizioni
- impianto di depurazione è distinto dalla rete fognaria (intesa come condotte che arrivano ad un impianto di depurazione)
- impianti temporaneamente inattivi costruzione completata, non avviati o funzionamento interrotto, ma non per manutenzione ordinaria e straordinaria finalizzata al ritorno a regime (in pratica è fuori uso come quello a Castello)
- gestioni in via diretta sono le gestioni regolate da deliberazioni del CIPE
Art. 3 – programma per la costruzione e l’attivazione degli impianti di depurazione
Vale solo nei casi in cui manchino gli impianti o siano temporaneamente inattivi
- le AATO, sentiti i gestori, ricostruiscono il programma temporale delle attività di progettazione, realizzazione o completamento avviate alla data di pubblicazione della sentenza Corte costituzionale n. 335 del 2008, che deve essere coerente con il Piano d’ambito approvato Nel nostro caso non c’è per quanto attiene al Consorzio D.L.
- i comuni gestori in via diretta (come Porpetto) ricostruiscono il programma delle attività sulla base degli atti approvati dai competenti organi comunali
Art. 4 – elementi informativi di riferimento
È la documentazione relativa al periodo in cui è stata corrisposta indebitamente la quota di tariffa e consiste in elenchi:
- utenti serviti da depuratore attivo
- utenti non serviti da depuratore attivo ma per il quale è in corso attività come da programma art. 3
- utenti non serviti da depuratore perché temporaneamente inattivo e lo è stato (sarebbe il caso di Castello se fosse allacciato alla fognatura)
- utenti non serviti da depuratore attivo e non è in corso attività come da programma art.3 (è il caso di Porpetto)
che devono essere messi a disposizione dal gestore o dal comune all’AATO
Art. 5 – oneri deducibili
Dall’importo da restituire vanno dedotti i costi effettivamente sostenuti per le attività di progettazione, realizzazione, completamento dell’impianto di depurazione a servizio di ciascun utente. Sono in realtà i punti 3.2 (ammortamenti e accantonamenti) e 3.3 (remunerazione del capitale investito) dell’allegato al D.M. 01/08/1996 Min. Ambiente. Questo vale per i gestori, per i comuni si usano le pertinenti delibere CIPE
Se la restituzione avvenisse prelevando dai fondi vincolati la deduzione sarebbe per l’intero costo!
Art. 6 - restituzione della quota di tariffa non dovuta
Ecco finalmente quali categorie di utenti vedranno il rimborso:
- utenti non serviti da depuratore attivo ma per il quale è in corso attività come da programma art. 3 dedotti gli oneri
- utenti non serviti da depuratore perché temporaneamente inattivo e lo è stato (sarebbe il caso di Castello se fosse allacciato alla fognatura) dedotti gli oneri
- utenti non serviti da depuratore attivo e non è in corso attività come da programma art.3 (è il caso di Porpetto) intera quota (è il caso di Porpetto)
Art. 7 – procedura per le restituzioni
Sarà AATO ad attuare la procedura nel caso dei gestori. Ecco cosa farà:
- verifica la correttezza delle informazioni trasmesse (gli elenchi dell’art. 4 da verificare??)
- individua l’importo e i relativi interessi
- i gestori restituiscono ad ogni singolo richiedente avente diritto
- termine prescrizione cinque anni dal 1 ottobre 2009 ovvero restituzione nei 5 anni successivi?
(sembra che AATO riceve l’elenco di tutti gli utenti, faccia il calcolo degli importi più interessi, ma che il gestore restituisca solo a chi ha presentato la richiesta di rimborso)
AATO può disporre restituzione in forma rateale o a compensazione
Nel caso dei Comuni questi faranno tutto da soli: individuazione importo (è stato omesso apposta con interessi??) e se restituzione in forma rateale o a compensazione
Seguono delle direttive per i gestori, che possono utilizzare i fondi vincolati qualora non impiegati, e per AATO che può prevedere una revisione tariffaria straordinaria (aumento!!!) “esclusivamente” nei confronti degli utenti serviti dagli impianti di depurazione. Cioè chi è depurato paga anche la restituzione ai non depurati!!!!
Art. 8 – informazione agli utenti
I gestori / i comuni devono produrre annualmente il programma delle attività di realizzazione degli impianti di depurazione e gli elenchi degli utenti, suddivisi nelle 4 categorie indicate al punto 4
I gestori lo devono comunicare all’AATO in formato digitale (i comuni non devono inviare nulla!!!), mentre gli utenti si troveranno un prospetto allegato alla fattura/bolletta
Art. 9 – monitoraggio degli obblighi informativi
La Commissione nazionale per la vigilanza sulle risorse idriche verifica il rispetto degli adempimenti informativi dell’art. 8. Solo i gestori saranno sanzionati, i comuni no.
IN CONCLUSIONE E SINTESI
- saremo rimborsati solo della quota tariffa (più interessi), ma non l’IVA. Ecco perché le domande di rimborso non andrebbero in bollo: abbiamo già pagato una tassa patrimoniale!!!
- abbiamo l’obbligo di fare domanda (al comune ed al Consorzio Depurazione)
- saremo rimborsati solo per quanto pagato 5 anni prima del 01 ottobre 2009 oppure il rimborso avviene in 5 anni da questa data in forma rateale o a compensazione!!!
domenica 28 febbraio 2010
Porpetto, stangata della sepoltura: una tomba costerà nove volte di più
Messaggero Veneto — 28 febbraio 2010 pagina 15 sezione: UDINE PORPETTO.
Essere sepolti nel cimitero di Porpetto costerà 9 volte di più. Questa è la novità più eclatante che i consiglieri Bragagnini, Zanchin e Favalessa della lista “Uniti per rinnovare” mettono in evidenza del bilancio 2010 appena approvato. Pur prendendo atto che l’aliquota dell’addizionale Irpef non è stata incrementata, «come da noi richiesto», i consiglieri osservano che questo bilancio è impostato unicamente a soddisfare necessità di tipo finanziario perché si è privilegiato il rimborso anticipato di alcuni mutui per 121 mila euro e a tagliare spese un po’ dappertutto. «Vediamo nel bilancio 2010 - dice il consigliere Bragagnini - segnali preoccupanti per l’associazionismo: nel settore sportivo e ricreativo sono stati destinati solo duemila euro, contro i 15 mila dello scorso anno, nel settore culturale le risorse sono dimezzate (mille euro). Mentre la spesa destinata alla organizzazione di spettacoli prodotti da società non del paese beneficerà di 4 mila euro». I consiglieri ritengono che «nel corso dell’anno le nostre associazioni comunque vedranno ben poco perché l’avanzo di bilancio, oltre a essere destinato in gran parte all’estinzione anticipata dei mutui, dovrà soddisfare almeno altre due esigenze: la prima, che questo bilancio ha completamente dimenticato, è il fondo destinato al rimborso del canone di depurazione e la seconda è la spesa per opere pubbliche, non sostenuta da nuovi mutui, necessaria per il miglioramento e il mantenimento del nostro paese». Vista la sfavorevole congiuntura economica «la straordinaria scelta politica di questa amministrazione - conclude Bragagnini - è stata, quindi, quella di chiudere i rubinetti che finanziano le attività delle associazioni di Porpetto che con la loro opera e presenza sul territorio garantiscono servizi e momenti di crescita, formazione e svago per tutti».
Essere sepolti nel cimitero di Porpetto costerà 9 volte di più. Questa è la novità più eclatante che i consiglieri Bragagnini, Zanchin e Favalessa della lista “Uniti per rinnovare” mettono in evidenza del bilancio 2010 appena approvato. Pur prendendo atto che l’aliquota dell’addizionale Irpef non è stata incrementata, «come da noi richiesto», i consiglieri osservano che questo bilancio è impostato unicamente a soddisfare necessità di tipo finanziario perché si è privilegiato il rimborso anticipato di alcuni mutui per 121 mila euro e a tagliare spese un po’ dappertutto. «Vediamo nel bilancio 2010 - dice il consigliere Bragagnini - segnali preoccupanti per l’associazionismo: nel settore sportivo e ricreativo sono stati destinati solo duemila euro, contro i 15 mila dello scorso anno, nel settore culturale le risorse sono dimezzate (mille euro). Mentre la spesa destinata alla organizzazione di spettacoli prodotti da società non del paese beneficerà di 4 mila euro». I consiglieri ritengono che «nel corso dell’anno le nostre associazioni comunque vedranno ben poco perché l’avanzo di bilancio, oltre a essere destinato in gran parte all’estinzione anticipata dei mutui, dovrà soddisfare almeno altre due esigenze: la prima, che questo bilancio ha completamente dimenticato, è il fondo destinato al rimborso del canone di depurazione e la seconda è la spesa per opere pubbliche, non sostenuta da nuovi mutui, necessaria per il miglioramento e il mantenimento del nostro paese». Vista la sfavorevole congiuntura economica «la straordinaria scelta politica di questa amministrazione - conclude Bragagnini - è stata, quindi, quella di chiudere i rubinetti che finanziano le attività delle associazioni di Porpetto che con la loro opera e presenza sul territorio garantiscono servizi e momenti di crescita, formazione e svago per tutti».
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